Giornata della Misericordia – riflessioni

Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? (Gv 8,10)

Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».  

Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».  

E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.  Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
 Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse:

«Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,3-11).

Il racconto, drammatico e delicato, è come un dramma in tre scene:
1. I farisei e la donna, usata per incastrare Gesù (3-6a)
2. Gesù e i farisei: chi di voi è a posto (6b-9a)?
3. Gesù e la donna: lei, la misera; lui, la misericordia (9b-11)

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